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Ischia celebra il suo porto: per una sera il viaggio lascia spazio alla memoria
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14 Settembre 2026
Il 17 settembre torna la Festa del Porto nel 172° anniversario dell’apertura dell’antico Lago de’ Bagni. Rievocazione borbonica, sapori, luci, Orchestra del Teatro di San Carlo sull’acqua e fuochi piromusicali per raccontare il cuore marittimo dell’isola

Ci sono luoghi che si attraversano e luoghi che, attraversandoli ogni giorno, finiscono per diventare parte di noi. Il porto di Ischia è entrambe le cose: una porta, un approdo, il primo saluto dell’isola a chi arriva e l’ultimo sguardo prima di tornare sulla terraferma. Per noi che il mare lo percorriamo quotidianamente per unire Ischia a Napoli e al continente, è soprattutto un luogo vivo, scandito da partenze, ritorni, incontri. Il 17 settembre, però, quella quotidianità si fermerà per qualche ora e il porto tornerà a raccontare la propria storia. Giovedì Ischia celebra infatti il 172° anniversario dell’apertura al mare dell’antico Lago de’ Bagni, voluta da Ferdinando II di Borbone il 17 settembre 1854. Un gesto che trasformò per sempre il volto dell’isola, convertendo quello specchio d’acqua in un porto e facendone uno dei nodi fondamentali della sua storia economica, sociale e turistica.
Dalle 18 alle 23 il bacino sarà completamente sgombro dalle imbarcazioni, comprese quelle del trasporto pubblico. Per qualche ora scomparirà dunque il consueto movimento di aliscafi, traghetti e barche e, con il porto libero, sarà più facile immaginare ciò che esisteva prima: un lago separato dal mare, destinato in un giorno di settembre di 172 anni fa a diventare la grande porta d’accesso a Ischia. La festa comincerà già per le strade del centro con la Banda Musicale Città di Ischia. Poi, alle 18, la storia entrerà letteralmente dal mare: Ferdinando II di Borbone e la sua corte approderanno nel porto, dando il via alla rievocazione e al corteo in abiti d’epoca.
E poiché la memoria, a Ischia, passa anche dalla tavola, dalle 19 tornerà la tradizionale “spaghettata del Re”, ispirata ai momenti conviviali che Ferdinando II amava condividere con il popolo. Pasta, vino e assaggi saranno offerti a cittadini e visitatori negli stand curati dall’associazione Il Palmento – Villa Campagnano. La musica accompagnerà poi il porto verso la sera: prima le sonorità popolari di Denis Trani e del Trio Flegreo, quindi “Inversa Africa” di M’Barka Ben Taleb, incontro tra culture, lingue e ritmi del Mediterraneo. Ma sarà con il buio che il porto cambierà ancora volto. Un progetto di illuminazione scenografica disegnerà edifici, rive e profilo del bacino, moltiplicando sull’acqua luci e riflessi. Ed è forse proprio da chi trascorre buona parte delle proprie giornate entrando e uscendo da questo porto che quella trasformazione sarà percepita con maggiore intensità: vedere per una sera lo spazio del viaggio diventare spazio della festa significa riscoprirlo con occhi diversi.
Alle 21 arriverà il momento più atteso. Con “San Carlo on the Sea”, l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, diretti dal maestro Maurizio Agostini, si esibiranno su una zattera al centro del bacino. Il pubblico potrà seguire il concerto dalla Riva Destra e dalle altre sponde: Napoli e Ischia unite, questa volta, non dalla rotta di una nave, ma dalla musica. Alle 22.30 circa il cielo si accenderà infine con i fuochi piromusicali, ultimo atto prima che entro le 23 il porto torni alla sua funzione quotidiana.
E forse è proprio questo il fascino della Festa del Porto. Per alcune ore si sospende ciò che qui accade ogni giorno: arrivare, partire, lavorare, viaggiare. Poi le luci si spengono, le imbarcazioni tornano ai loro ormeggi e riprendono le rotte verso la terraferma. Noi torniamo a fare ciò che facciamo ogni giorno: collegare l’isola al continente. Ma con la consapevolezza che ogni partenza da questo porto attraversa anche 172 anni di storia.