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Gruppo Lauro, innovazione e impresa per ridisegnare l’economia del mare

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19 Settembre 2026

Blue Economy 4.0, startup e nuove connessioni tra Napoli e Genova al centro dell’incontro con NAStartUp. Agostino Lauro: “Il mare può generare nuovi servizi, competenze e impresa.” E prende forma un premio dedicato alla memoria e alla visione di Salvatore Lauro

Il porto non soltanto come approdo, ma come laboratorio. Un luogo nel quale imprese, startup e competenze possano incontrarsi e trasformare esigenze concrete in nuove soluzioni. È la direzione verso cui guarda il Gruppo Lauro, puntando sempre più sull’innovazione applicata alla Blue Economy. Alla Palazzina Volaviamare, nel porto di Napoli, si sono incontrati – insieme all’acceleratore  NAStartUp – operatori del mare, imprenditori e nuove imprese.
“C’è un potenziale ancora inespresso del turismo legato al mare, occorre trasformare la straordinaria capacità attrattiva del territorio in un’offerta più strutturata”, ha spiegato Agostino Lauro (Gruppo Lauro). “Nuovi servizi, Blue Hospitality, competenze e connessioni possono ampliare il valore generato dal mare”. In questa prospettiva, si è così esplorata un nuovo rapporto tra Napoli e Genova, un asse lungo il quale far circolare imprese, startup, esperienze e innovazione, oltre che persone e merci. Il tavolo dei lavori, moderato da Antonio Prigiobbo, ha raccolto esperienze diverse attorno a una convinzione comune: la Blue Economy oggi va molto oltre la navigazione. Giuseppe Autorino, imprenditore e fondatore del Santa Chiara Boutique Hotel, ha richiamato qualità, sostenibilità e formazione come leve per il turismo; Umberto Masucci, imprenditore e presidente di The International Propeller Clubs, e Carlo Silva, tra gli organizzatori della Shipping Week, hanno insistito sul rapporto tra giovani e imprese e sulla necessità di creare nuove occasioni professionali; Luigi Nardullo, direttore di PlugIN, ha presentato il nuovo incubatore nato per mettere in relazione startup, capitali e competenze.
Tra le proposte emerse, anche un programma per avvicinare gli ecosistemi dell’innovazione dei porti di Napoli e Genova e, soprattutto, l’idea di trasformare lo scalo partenopeo in un vero banco di prova, un luogo nel quale siano le aziende a mettere sul tavolo problemi ed esigenze reali, affidando a startup e innovatori la ricerca di risposte. Un modo per portare l’innovazione fuori dalla dimensione teorica e farne uno strumento concreto al servizio del sistema produttivo.
Il timone è poi passato allo StartupLab e al Blue Waves Startup Contest, promosso da ClickutilityTeam e CyberTribu con il coinvolgimento di NAStartUp. La challenge cerca soluzioni innovative per nautica, logistica, turismo, energia, ricerca, cantieristica, infrastrutture, robotica e sicurezza. I progetti selezionati arriveranno alla finale del 30 ottobre alla Stazione Marittima di Napoli, dopo un percorso di formazione e preparazione al pitch. Sul palco anche alcune esperienze già operative: Cirasa Hydrotech, tra sensoristica, automazione e intelligenza artificiale per il settore marino e offshore; The Skipper Academy, dedicata alla formazione e alle opportunità professionali nella nautica; SailingHub, piattaforma per la vela nel Mediterraneo; XRSupport/Digitalmens, con realtà aumentata e smart glasses per la manutenzione portuale; Smart Beach, orientata a nuovi modelli digitali per l’accessibilità e la fruizione degli stabilimenti.


Ma guardare avanti, per il Gruppo Lauro, significa anche custodire una visione che viene da lontano: per questo è stata lanciata l’idea di un nuovo premio nel nome di Salvatore Lauro. “Non soltanto un omaggio alla sua memoria, ma un modo per dare continuità alla sua spinta propulsiva verso l’innovazione”, spiega Agostino Lauro. Il premio sarà rivolto a progetti imprenditoriali capaci di produrre un impatto concreto sul territorio, generando opportunità, occupazione e valore, con un orizzonte che può partire dalla Blue Economy senza necessariamente esaurirsi al suo interno. Un’idea che tiene insieme memoria e futuro e sintetizza bene la direzione del Gruppo Lauro: innovare senza recidere le radici, facendo del porto non soltanto il luogo da cui si parte o a cui si arriva, ma uno spazio nel quale immaginare ciò che ancora non c’è.

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