Il Comandante Giuseppe D' Abundo racconta Il mare

Il Comandante Giuseppe D' Abundo racconta: Il mare - un patrimonio di cultura e memorie da tramandare e valorizzare -

Esistono i mestieri comuni. Poi quelli più impegnativi. Infine, esistono le missioni. Quella del comandante è certamente una missione: audace, pericolosa, emozionante, nella quale non sono ammessi errori. Perché gli errori si pagano con la vita, la propria e quella delle persone che siedono al di là della porta del ponte di comando. Ma se si possiede talento, quando ciò che si fa ci piace anche, allora si diventa bravi . È questo il caso di Giuseppe D’ Abundo, da oggi, al comando del catamarano Nettuno Jet 4.0 di Alilauro - Giuseppe, ischitano doc, classe 1987, ha trascorso la sua infanzia passeggiando sulla calata del borgo, ammirando le grandi navi, da carico e da crociera. "E' sempre uno spettacolo e… un bell’esercizio per la memoria" dice abbracciando con la mente la sua carriera fra i flutti. Una carriera che inizia a 6 mesi di età: "Ho imparato prima a muovermi sulle barche che sulla terraferma…" racconta con un sorriso al pensiero del papà che lo portava con se sul gozzo a pescare. "Durante la navigazione mi legava poi, sotto il suo sguardo vigile, potevo muovermi sui paglioli". Lo svezzamento salmastro ancora si percepisce nell’andatura: gambe arcuate, culo basso, una mano per te e l’altra per la barca…era il monito di papà, che ha lasciato il segno. Questione di baricentro da tenere basso per essere più stabili sui mezzi esposti a rollio e beccheggio. Anche quelli di taglia extralarge sui quali Giuseppe ha mosso i suoi primi passi da allievo arrivando nel 2015 a bordo delle navi da crociera tra l’ America i Caraibi e il Messico a ricoprire il ruolo di II ufficiale ."Il primo imbarco risale al 2007, da allievo ufficiale. Fresco del diploma del Nautico, ha fatto la gavetta. Questione di bisogni, economici ed esistenziali. Perché solo nel mare Giuseppe si sentiva realizzato. «Ho provato per un periodo a lavorare a terra… ma mi sentivo prigioniero». Meglio inseguire gli orizzonti. "Soprattutto quelli dei Caraibi, il mare che ho sempre preferito, al netto della stagione dei cicloni tropicali….» spiega: «Ho fatto le mie prime crociere esplorative a Cuba, nel 2007 - Sognavo di conoscere Fidel Castro, ospitandolo a bordo fra rigide misure di sicurezza impegnato a dialogare con noi dell’ equipaggio a disquisire sulle opportunità per l’isola ".
Giuseppe perché ha abbandonato le navi da crociere in favore dei collegamenti marittimi di linea?
Prima di rispondere Giuseppe tira un sospiro e poi si lascia andare a una confessione emblematica del suo essere uomo di mare a tutto tondo. "Tutt’altro mondo quello delle navi da crociera, rispetto a quello dei collegamenti marittimi di linea. Era un po’ troppo scenografico, direi falso, per i miei gusti. Ho sempre preferito le situazioni e i rapporti umani autentici".
Navi da crociera come fiere della vanità?
“Ora è tutt’altra cosa rispetto al passato. Anni fa i crocieristi arrivavano al punto di spegnere il sigaro sul caviale. E la circostanza non era gradevole, Poi col tempo le cose sono cambiate".
Ora a bordo di una nave da crociera trovi, comunque, di tutto e di più…
"E così, ma l’essenza del viaggio per mare restano le mete da raggiungere e da conoscere. Credo che molto debba ancora essere fatto per favorire gli sbarchi intelligenti a terra. Parlo di tour guidati e ancor prima, proiezioni preventive a bordo sulle chicche del territorio, convenzioni fra compagnie e commercianti, con sconti riconosciuti ai crocieristi al ristorante, al bar, nei negozi. I passeggeri sono linfa per l’economia…".
E i comandanti ambasciatori del territorio...
"Possono fare molto per promuoverlo e comunque per orientare le scelte delle compagnie in ordine agli scali da compiere".
Ma non le mancano gli orizzonti?
"Ogni stagione della vita ha i suoi. A me ora bastano quelli di Napoli- Ischia – le Eolie. Fino quando le gambe me lo permetteranno coltiverò il mio hobby preferito, il calcio , Io sono un uomo di mare senza lenze e nasse a pescare al mercato". Mi diletto, con mia figlia, a osservare le foto, raccontando i miei trascorsi sul mare, destando meraviglia: il mare - un patrimonio di cultura e memorie da tramandare e valorizzare.
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